banner

banner

mercoledì 7 dicembre 2016

3907. Come una coppia dovrebbe gestire il denaro


Nel mio lavoro quotidiano spesso scopro dei modi di gestire il denaro a dir poco imbarazzanti, nel senso che non esiste. Se ci sono i soldi si va avanti, se no si aspetta fine mese per lo stipendio e intanto si chiede a qualche familiare di anticipare. Nessuna programmazione. Nessuna tenuta dei conti. Nessun dialogo con al centro il denaro nella coppia. Diventa quasi inevitabile che poi qualcuno rimanga “incastrato” nel gioco d'azzardo e il familiare se ne accorge molto, ma molto tempo dopo. Interessante quindi questo decalogo.

3906. Sextortion


La tecnologia ha portato grandi vantaggi, ma occorre saperla usare in modo che non possa ritorcersi contro. Così come succede quando si chatta con una bella donna (più del 90percento delle vittime sono uomini) che mette a suo agio la preda portandola a spogliarsi e a compiere atti sessuali davanti la webcam. Ma qualche secondo dopo si scopre che quanto avvenuto in realtà è stato registrato e il terzo passo è il ricatto: “ O mi dai quanto richiesto, oppure il video potrà diventare virale e visibile a tutti i tuoi amici e parenti sui social network”. 

martedì 6 dicembre 2016

3905. Minorenni al Bingo


Sarebbe reato, ma chissà quanti minorenni giocano d'azzardo e nessuno se ne preoccupa, iniziando dai genitori. Meno male che qualcuno ci prova a far rispettare le leggi, ma anche il buonsenso, così due adolescenti sono state sorprese mentre tentavano la fortuna alle slot durante un controllo. Le madri erano troppo impegnate a giocare al Bingo per preoccuparsi di qualcosa ahimè!

3904. Ha strumentalizzato il proprio ufficio nell'assoluto dispregio degli interessi pubblici che era chiamata a tutelare


Mette sempre molta tristezza leggere notizie del genere e poco importa che si sia svolta a Napoli, perché potrebbe succedere in ogni altra città, eppure non sono così episodiche come i giornali riportano. Peccato che l'Italia debba essere la patria di personaggi del genere.

sabato 3 dicembre 2016

3903. La storia di Jack Whittaker


Questo breve articolo, con video, racconta l'ennesima disavventura di un uomo che ha vinto ben 315 milioni di dollari nel 2002 e da quel momento, sembra, non sia successo più nulla di buono. Si legge addirittura che l'uomo avrebbe speso tutto in meno di quattro anni, anche se c'è scritto che era milionario anche prima di vincere l'enorme cifra. Mah, intanto su wikipedia ci sono scritte altre cose, che rendono il quadro un poco più realistico. 'Sti giornalisti!

giovedì 1 dicembre 2016

3902. Quando la sanità italiana non regge il confronto


Il Rapporto sanità 2016 misura le performance del sistema sanitario di 14 Paesi dell’Unione europea su quattro specifiche aree: stato di salute della popolazione, capacità di risposta del sistema sanitario ai bisogni della salute, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria, qualità dell’offerta sanitaria e responsiveness del sistema. Per i risultati leggete qui. Diventa triste leggere che nella classifica complessiva l’Italia occupa il penultimo posto con punti 4,7, in coppia col Portogallo. Ultima la Grecia con 3,5 punti. Prima la Svezia, con punti 8,4 poi Paesi Bassi 7,2 Finlandia 6,5 Belgio e Francia 6,2. Regno Unito e Danimarca 5,9. Spagna 5,8 Irlanda 5,3 Germania 5,2 e Austria 4,9. Magari politici e amministratori la smettono di parlare e iniziano a fare qualcosa per risalire la china.

mercoledì 30 novembre 2016

3901. Il gioco d'azzardo e i Tribunali


Il tribunale amministrativo conferma l'esclusione di Federserd dall'Osservatorio nazionale sul gioco d'azzardo costituito presso il Ministero della Salute. Per il Tar Federserd avrebbe interessi economici diretti e mediati con le concessionarie di giochi che dovrebbe contrastare.
Intanto, in un altro tribunale, una donna è stata prosciolta dall'accusa perché totalmente incapace di intendere e volere al momento dei reati, a causa della dipendenza dal gioco d'azzardo, quale condizione per cui il soggetto non può impedirsi di compiere furti in modo coattivo per garantirsi tale possibilità.

martedì 29 novembre 2016

3900. La gamification del mondo del lavoro


Agli italiani piace tanto credere alla fortuna, così anche il lavoro diventa ahimè occasione per far esercitare la Dea bendata nell'antica arte di distribuire buona sorte così. Succede ad Asolo, dove l'azienda sanitaria non sapendo bene cosa fare per trovare un infermiere per un mese di lavoro, ha ben pensato non di selezionare i più meritevoli, ma di estrarre tra i 650 curriculum 50 fortunati che verranno contattati. L'azienda si aspetta che almeno una ventina risponderanno e finalmente faranno la cosa più normale: un colloquio di lavoro! Non è però la prima volta che si “vince” un lavoro (sic!).


3899. Il Luttwak che non ti aspetti, almeno io!


Edward Luttwak, politologo ed economista americano, lo conosco più dalle imitazioni di Crozza che per quello che dice in realtà, ma mi hanno colpito le sue riflessioni sul gioco d'azzardo. Molto forte poi la provocazione: "Direi che il gioco dovrebbe essere affidato nelle mani della criminalità organizzata, così da essere un'attività nascosta, ghettizzata e a cui si avvicinano in pochi”.

lunedì 28 novembre 2016

3898. Sul riciclaggio di denaro in Italia


La Direzione nazionale antimafia nel corso del 2015 ha segnalato transazioni a rischio riciclaggio per un valore di 60 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 63 miliardi di euro bonificati nello stesso anno su conti correnti aperti nei paradisi fiscali.

venerdì 25 novembre 2016

3897. Il gioco legale è un cordone sanitario per le persone vulnerabili?


In questo lungo articolo viene ampiamente riproposto l'intervento del vice direttore per l’area Monopoli dell'Adm, Alessandro Aronica, nell’ambito del convegno 'Economie di gioco' all’Università degli studi di Salerno. Leggetelo con calma, perché è lungo e dice parecchie cose interessanti. Mi soffermerò solo su alcune affermazioni, anche se l'analisi storica e le relative valutazioni secondo me andrebbero approfondite perché mi suonano proprio male.
Il vice direttore riprende un classico cavallo di battaglia; il volume di gioco non sono i soldi spesi dai giocatori, per cui l'industria dell'azzardo non è così grande come i giornali, con toni spesso drammatici, la descrivono.
Ogni anno, la filiera industriale del gioco fattura in Italia non 85 miliardi ma, sotto un profilo strettamente economico e al di là delle mutevoli rappresentazioni contabili, una cifra che oscilla tra gli 8 e i 9 miliardi di euro, ovvero 10 volte di meno; una somma analoga viene versata allo Stato a titolo di imposte indirette sul gioco. La somma di questi due valori (ciò che va allo Stato e ciò che va all’industria) è pressoché costante ormai dal 2009, si aggira sui 17 miliardi annui e corrisponde a ciò che le famiglie spendono effettivamente. Quindi, quando si dice che l’industria fattura circa 85 miliardi e che questa è la spesa dei giocatori si compie una doppia mistificazione: i ricavi (non i profitti, per determinare i quali, occorrerà detrarre anche i costi del personale e gli altri costi aziendali) dell’industria sono pari a un decimo di quanto si racconta e la spesa delle famiglie è pari a un quinto”.
A parte che sono 88 i miliardi nel 2015, è vera la cifra riferita alle concessionarie, che incassano diciamo 9 miliardi, dai quali devono detrarre le loro spese, ecc. ecc. Credo che comunque non facciano la fame, visto che sono tuttora sul mercato e sono decisi a rimanerci. Non mi risulta infine che siano un ente caritatevole o benefico, per cui avranno il loro bel tornaconto per restare nel business del gioco d'azzardo.
Una cosa che ritengo importante è sottolineare che comunque 88 miliardi finiscono lì dentro. Da dove arriva questa montagna di denaro e soprattutto a quali consumi, o risparmi, venga sottratta è una questione che a qualcuno poco interessa, ma invece andrebbe presa molto seriamente in considerazione, anche perché la stragrande maggioranza delle Concessionarie non ha la sede fiscale in Italia, per cui pagano le tasse chissà dove. Trovo comunque abbastanza triste parlare di “spesa” delle famiglie, perché quando faccio la “spesa” perlomeno mi porto qualcosa a casa. Prospettare una vincita che spesso non capita, io la chiamerei illusione diffusa. Speriamo che presto gli italiani si sveglino dal sogno, o dall'incubo, ma ci conto poco e lo sanno benissimo i signori che gestiscono il gioco d'azzardo legale o illegale che sia.
L'articolo continua con la seguente affermazione:
Negli anni duemila hanno progressivamente preso il sopravvento giochi ad alto tasso di vincita (come gli apparecchi da divertimento e il gratta e vinci che assicurano tassi del 70 per cento o più o le Vlt che superano l’85 percento, o, ancora, i giochi online che arrivano ad assicurare il 98 percento): in media circa l’80 per cento di ciò che viene puntato ritorna sotto forma di vincite (non ad ogni singolo giocatore ovviamente ma, in generale, al settore delle famiglie)”.
Nel gratta e vinci “turista per caso” da 5 euro sono stati stampati 100.800.000 e sono vincenti 26.939.500 (fonte AAMS), in pratica 1 biglietto ogni 3,74 è vincente. A me sembra una percentuale del 25percento, fatti i conti male, non certo del 70. Inoltre dovrebbero anche essere sottratti anche quei biglietti in cui si vincono 5 euro (13.440.000), cioè il costo, perché a casa mia quella non si chiama vincita, al massimo pareggio! In pratica si ha un po' più del 12percento di probabilità di vincere qualcosa. Non essendo un matematico attendo con impazienza un controllo di questi calcoli.
Un 'altra parte interessante è quando dice:
ha, quindi, cessato di essere squisitamente etico e non può riguadagnare le sfere culturale, educativa e politica se non si libera della questione sanitaria. Vorrei sottolineare questo aspetto aggiungendo che non è più sufficiente neanche sostenere che il gioco legale è il male minore rispetto a quello illegale. Il circuito legale deve diventare sempre di più un cordone sanitario intorno ai soggetti vulnerabili”.
Cercando sul dizionario ho trovato questa definizione di cordone sanitario:
misura di carattere profilattico e di grado estremo consistente nell’isolamento completo e forzoso di una comunità o di un territorio colpiti da malattie infettive a carattere epidemico. Era usata specialmente in passato. I mezzi moderni di lotta contro le epidemie (denuncia, isolamento, disinfezione, vaccinazione) hanno reso superfluo questo mezzo drastico e lesivo della libertà personale e dannoso per ogni attività.
Ma se il problema del gioco d'azzardo patologico riguarda un numero imprecisato, per cui basso, di individui, perché viene usato un termine che si collega direttamente a epidemie tipo Ebola?
Alla domanda che pone: Ma oggi a quale industria si consentirebbe di inquinare per il solo fatto di rappresentare una importante realtà economica e occupazionale? qualcuno gli ricordi l'ILVA!
Ci sarebbe molto altro da dire, ma mi fermo qui.

mercoledì 23 novembre 2016

3896. Il Centro di salute mentale? Chiuso per la festa di pensionamento del direttore


Succede a Torino, dove qualche giorno fa sono apparsi degli avvisi che segnalavano la chiusura per l'intera giornata di parecchi servizi della salute mentale torinese. I millantati motivi organizzativi dell'avviso in realtà erano per una sorta di festa, convocata dal festeggiato che presto andrà in pensione. Non potendo mancare nessuno e garantendo solo le emergenze, non si poteva che chiudere la baracca. Tanto c'è prima la festa, poi il resto. Per fortuna qualcuno si accorto dell'anomalia, non certo i vertici dell'ASLTO2, e così la festa è stata spostata nel primo pomeriggio. In quell'orario per i pazienti non ci sono particolari problemi (sic!).

3895. E le spese militari italiane aumentano


Nell’ultimo decennio le spese militari italiane sono cresciute del 21percento, salendo dall’1,2 all’1,4 percento del Pil. Si spenderanno così 23,4 miliardi di euro (64 milioni al giorno) e quasi un quarto della spesa, 5,6 miliardi (+10percento rispetto al 2016) andrà in nuovi armamenti, con l'indispensabile acquisto di altri sette F-35, più gli otto già acquistati, una seconda portaerei, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco. pagati in maggioranza dal ministero dello Sviluppo economico.

martedì 22 novembre 2016

3894. Vendono Green Hill. Speriamo che nessuno la compri!


La multinazionale americana Marshall, specializzata nella fornitura di prodotti e servizi per la ricerca (sic!) ha deciso di vendere l'allevamento di beagle al centro di una battaglia che ha portato alla sua chiusura. Interessante l'articolo, che riporta correttamente l'opinione dell'azienda e l'opinione della LAV. Certo che passare da vittime …........ non me l'aspettavo proprio da una multinazionale.

domenica 20 novembre 2016

3893. E le chiamano notti passive


Anche gli infermieri si sono accorti di un fenomeno ahimè molto noto ai lavoratori di cooperativa sociale: le notti passive. In pratica vieni pagato solo se succede qualcosa, se no ecco qualche euro per il disturbo. Ma intanto il lavoratore ha dormito in una struttura e non nel suo lettuccio, ma questo che cosa importa. Riusciranno gli infermieri a far terminare questa barbarie? Per la loro categoria io credo proprio di sì, per le altre …...... problemi loro.