libro

venerdì 23 settembre 2016

3820. Il “popolo” veg avanza


In questo interessante articolo viene ben descritto il mondo vegano, scisso tra ideologia, salute, cultura e business. Peccato che a mio avviso stia prevalendo di molto il fattore economico, come sempre succede. Di certo la disponibilità di prodotti anche nella grande distribuzione facilita per lo meno l'accesso a un determinato cibo, cosa che può dare spazio a qualche riflessione e a qualche scelta più consapevole. Come dire, non ci si può quasi esimere di passare da loro, a meno che non si facciano scelte “forti”, cosa che non fa per me.

3819. Siamo quasi circondati da invidiosi!


Tra ottimisti, pessimisti, fiduciosi o invidiosi sono quest'ultimi a prevalere. Lo dice una ricerca condotta dall'Universidad Carlos III di Madrid e da altri atenei spagnoli e pubblicata dalla rivista Science Advances. L'invidia è il tratto personale più diffuso al mondo e interessa il 30percento delle persone, (in Italia anche di più penso io). In questa particolare graduatoria gli invidiosi sono seguiti dagli ottimisti, dai pessimisti e dai fiduciosi, tutti fermi al 20percento. Il restante dieci percento del campione è risultato impossibile da inquadrare in una delle quattro categorie.

3818. Il Gioco più tuo in tour


Di che gioco parliamo è facile capirlo quando si vede che dietro c'è Lottomatica, ormai solo più un brand di Igt-GTech, società del gruppo De Agostini . In pratica 10 città italiane, che sono tradizionalmente quelle della ruota del Lotto, ospiteranno appuntamenti di arte, musica ed intrattenimento. La campagna “mettiamoci in gioco” sottolinea l'ennesima contraddizione di questa campagna promozionale.

giovedì 22 settembre 2016

3817. Una mamma racconta la storia del figlio giocatore d'azzardo patologico


In questo articolo viene ben raccontata la storia che ha coinvolto una madre e suo figlio. Una storia di emigrazione, di solitudine nell'allevare un figlio da sola, di sacrifici, di tanto lavoro per lei, finché manca il lavoro al figlio benché laureato e poi la scoperta che con il gioco si potrebbe stare tutti meglio. Peccato che sia un illusione pagata a caro prezzo. Ora il figlio frequenta il Servizio per le Dipendenze. Bravi!

3816. Marzia Lydia Spagnolo a proposito di: Azzardopatia. Smettere di giocare d'azzardo


Di seguito l'intervento di Marzia Lydia Spagnolo, psicoterapeuta, alla presentazione del 7 settembre al Circolo dei Lettori. Un'amica conosciuta tanti anni fa a cui ho subito pensato quando mi è stato proposto di presentare il libro. Grazie ancora della disponibilità.


Se stessi presentando un romanzo – o addirittura un giallo - quello che sto per fare sarebbe uno “sgarro” estremo all'autore del libro!
Il modo in cui ho deciso di iniziare a parlare di questo libro infatti è proprio svelandovi il finale. Cito testualmente <<per costruire un percorso di cambiamento è necessario pensarlo. Non si può partire per un viaggio senza avere una cartina del luogo che si andrà a visitare. Inoltre occorre avere un equipaggiamento adatto e bisogna stabilire delle priorità. Non si potrà visitare tutto quello che si desidera perché il tempo è limitato per cui bisogna fare delle scelte. Quando poi si tornerà a casa oltre alla bella esperienza si sarà imparato qualcosa di utile per il viaggio successivo. Così il nuovo viaggio sarà un po' meglio organizzato è più piacevole. Nello stesso modo si può pensare al cambiamento come un viaggio da una situazione di dipendenza ad una d'astinenza>>.

Definirei il manuale scritto da Fabio Pellerano come una buona Lonely Planet del trattamento del Disturbo da gioco d'azzardo, di cui va apprezzato innanzitutto il sistematico e puntuale lavoro di riorganizzazione di tutti i numerosi materiali che in questi anni sono stati realizzati da autorevoli clinici italiani che si sono occupati di gioco d'azzardo. Da questo punto di vista rappresenta quindi anche una preziosa guida per gli operatori - anche quelli più esperti - che si occupano di giocatori.

Inoltre proprio come le guide di viaggio non sono il viaggio, ma sono strumento per prepararti al viaggio, per accompagnarti durante un viaggio, per proporti dei percorsi durante il viaggio, allo stesso modo – da operatore che da 20 anni lavora nell’ambito delle dipendenze e da 12 nel trattamento del gioco d’azzardo - considero questo manuale una guida al trattamento e non il trattamento, seppur ricco ed esaustivo nell’offrire strumenti indispensabili ad un percorso di cura.

Citando una pubblicità di qualche anno fa che diceva “no Alpitour ahi ahi ahi”, sebbene da viaggiatrice io preferisca le vacanze No Alpitour, da terapeuta invece sono certa che nel viaggio di cura verso l’emancipazione dalla dipendenza sia meglio affidarsi ad un'agenzia di viaggi – intendendo fuor di metafora i servizi pubblici e gli operatori esperti - per esser certi che il viaggio sia il più possibile sicuro, sia orientato verso una meta raggiungibile e che utilizzi gli strumenti giusti al momento giusto.

Grazie a Fabio per il grande lavoro e la passione che ha messo nella realizzazione di questo libro.

mercoledì 21 settembre 2016

3815. Intervista a Primaradio


Oggi mi hanno intervistato, facendomi alcune domande sul libro e sulla dipendenza da gioco d'azzardo.

Per ascoltare clicca qui.




3814. Il fascino, per me oscuro, dei manager sanitari piemontesi


Da un po' di tempo è partito il risiko delle poltrone nelle aziende sanitarie piemontesi, un balletto a mio avviso molto triste, che si ripete con troppa regolarità in questi ultimi anni. Le dimissioni del direttore generale dell'ASL TO1, dopo appena un annetto di lavoro, hanno dato il via a repentini cambiamenti, che continuerebbero con la partenza di chi ha dato il via alla grande riorganizzazione. Fulvio Moirano, attuale direttore dell'Assessorato alla Sanità, starebbe per traslocare in Sardegna. Qualcuno mi spiega quale fascino esercita questo ruolo su così tante persone? Sappiamo però benissimo che cosa comportano per i pazienti!

3813. Qualcuno ha vinto a Desio 10 milioni di euro


Un articolo dal taglio sociologico, che racconta come nel paese di Desio quasi tutti si interroghino su chi sia il fortunato vincitore. Con un Gratta e Vinci da 20 euro ha vinto così l'importante cifra. Scrive cose abbastanza ovvie, concludendo che il mondo è in continuo cambiamento, a parte gli italiani, con la costante invidia dell'altro.

martedì 20 settembre 2016

3812. L'uso di soia OGM ha fatto aumentare l'uso di erbicidi


Una scoperta interessante, che va esattamente contro le tanto decantate qualità dei prodotti geneticamente modificati. Si tratta di una ricerca nata esaminando i dati raccolti dal 1998 al 2011 e relativi a 5000 coltivatori di mais e 5000 coltivatori di soia distribuiti su tutto il territorio degli Stati Uniti: per ognuno di loro erano registrate le sementi, i pesticidi e gli erbicidi acquistati. Poi hanno incrociato le informazioni pubblicando su Science Advances lo studio più ampio mai realizzato negli Usa sulle coltivazioni geneticamente modificate. E sebbene ci siano dei distinguo, personalmente rimango contrario all'uso di questi prodotti.

3811. Se lo Stato italiano rinunciasse ai soldi del gioco d'azzardo?


Sembrerebbe una bestemmia, sopratutto per la filiera, ma questa analisi econometrica dice invece che non ci sarebbero grandi problemi, almeno per l'Erario e sopratutto per i giocatori. I soldi invece di finire nell'azzardo sarebbero sostituiti da altri consumi con un prelievo medio probabilmente superiore considerata l’aliquota fiscale tutto sommato moderata sui giochi e si ridurrebbero i costi delle dipendenze. La nuova via da percorrere simultaneamente dovrebbe essere quella di investire nell’educazione finanziaria delle persone, sopratutto dei minori, per ridurre la propensione al gioco d'azzardo nella popolazione in generale.

lunedì 19 settembre 2016

3810. Presentazione del 17 settembre

Qualche immagine a ricordo. Ancora un grazie al Gruppo dello Zuccherificio per l'invito e a tutti i partecipanti.

Gli autori
 












Il pubblico prima dell'inizio

3809. Rolando De Luca a proposito di: Azzardopatia. Smettere di giocare d'azzardo


Di seguito un pensiero di Rolando De Luca, psicoterapeuta fondatore del Centro di Campoformido, che ha condiviso con il sottoscritto. Grazie mille per la disponibilità.

Ho letto il libro e mi è apparso utile per le famiglie che nella fase iniziale si trovano in difficoltà per l’azzardo. Considerato tutto quello che circola sul web e non solo la lettura del libro per le tante famiglie in difficoltà inquadra il problema e propone anche delle modalità di intervento pratico.

Io mi occupo di psicoterapia. Anche nei dieci gruppi che conduco e che hanno una storia che supera le mille sedute per ogni gruppo si procede dal sintomo per arrivare a toccare poi ad altri aspetti personali e familiari profondi .

Mi chiedo da anni quali siano i tempi dell’intervento e sempre più mi convinco che per arrivare a cambiamenti (che vadano oltre il sintomo) ci vogliano parecchi anni. Nel caso specifico con la terapia di gruppo. E questo per raggiungere cambiamenti non così profondi come si potrebbe credere (è sempre una questione di punti di vista). Che magari possono essere la mancanza di suicidi, il lavoro stabile, dei figli che continuano la scuola e non la interrompono per problemi economici e per gravi scontri familiari.

Quindi nessun pensiero negativo per il suo libro ma la consapevolezza che anche per psicoterapie lunghe la lettura di “Azzardopatia” può essere importante per intraprendere un percorso personale e familiare .

Percorso che allo stato attuale dei fatti poche famiglie in Italia portano avanti nel tempo.

Cordialità

domenica 18 settembre 2016

3808. La notte che bruciammo Chrome


William Gibson pubblica in Italia nel 1993 questa raccolta di racconti, alcuni scritti a quattro mani. Tra la decina di storie cyberpunk, ho apprezzato moltissimo New Rose Hotel, perché l'intera vicenda trasuda di rimorso e inevitabilità. È la storia di un tradimento, di un rapimento per denaro di un genio della genetica e di due amici balordi che finiranno male. In questa raccolta di trova anche Johnny Mnemonico, da cui è stato tratto un film del 1995.

venerdì 16 settembre 2016

3807. Sui ragazzini d'oggi


Premessa doverosa. Non penso che i giovani d'oggi siano peggiori di quando io ero ragazzino. Però ho osservato un paio di cose, diffuse ma non generalizzate, che mi lasciano una profonda tristezza. La prima consiste nel gran numero di ragazzini, cioè minorenni, che fumato sigarette e non solo. Si vede che le grandi campagne antifumo non sono proprio servite ad informarli dei danni documentati della nicotina e di tutto il resto. La seconda è l'uso della bestemmia come intercalare dei discorsi. Mi capita di coglierle urlate nei discorsi dei figli dei vicini di casa oppure quando gli studenti di una scuola superiore stazionano sotto il mio balcone. Non mi provoca fastidio in termini religiosi, ma la percepisco come insostenibile ignoranza e mancanza di rispetto per qualcosa che invece meriterebbe un doveroso riguardo. In tutto ciò mi domando dove siano i genitori, che probabilmente fumano e bestemmiano anche loro o forse sono troppo impegnati a guardare lo schermo del loro prezioso smartphone.

giovedì 15 settembre 2016

3806. Seconda recensione di Azzardopatia. Smettere di giocare d'azzardo


Pubblicata all'interno de La scommessa, newsletter del Gruppo Azzardo Ticino – Prevenzione.
L'interessante sito qui.
Un grazie infinito al Dottor Carlevaro per il sostegno in questi anni.

Mi piacciono gli inventori di parole. Specialmente quando queste mancano dolorosamente. In francese non lo si può fare. Se costruisci una parola, magari utilissima, che però non si trova nel “Larousse”, ti dicono che “ce n’est pas français”, e fanno finta di non capirti. In italiano non è così, anche perché poi la nostra lingua non è molto precisa. Ci si lamenta non a torto del termine “ludopatia”, ma un altro termine non esiste. Lo stesso vale per “nipote”, che impropriamente si usa sia per il nipote di zio, sia poi per l’abbiatico, e persino per la parola “coscienza”, che traduce sia la parola tedesca “Bewusstsein”, ossia la “consapevolezza”, sia la parola “Gewissen” che indica la “coscienza morale”. Forse anche per questo, da qualche anno, la coscienza morale come strumento d’azione appare un po’ in declino.
“Azzardopatia”. Un termine da utilizzare e da diffondere. E un libro da leggere. Un libro per giocatori, per familiari e per terapeuti. Quest’ultima indicazione non mi pare data esplicitamente, ma la costruzione del libro la evidenzia. È un libro a suo modo enciclopedico. E molto pratico. “Enciclopedico” perché vi trovate tutto quello che è importante da sapere sul gioco d’azzardo e sulla azzardopatia (non sono la stessa cosa). Chiaro, preciso, senza fronzoli. Ma non schematico. Propone anche molti esempi, e descrive una serie di strumenti di diagnosi e di presa in carico, in un utile stile cognitivo. Non so quanti lettori giocatori faranno tutti gli esercizi (sono schede, questionari, inviti alla riflessione: ma l’autore propone anche una chiave che permette di utilizzarli anche come valutazione). Di certo faranno la felicità del lettore psicologo o psichiatra che desidera affinare le sue conoscenze: non solo il “sapere”, ma anche il “saper-fare”. Perché anche l’azzardopatia ha la sua “logica”, biologica, psicologica, relazionale, sociale, che bisogna conoscere e individuare a fondo se si vuole essere efficaci come diagnosti e terapeuti. Altrimenti si brancola nel buio.
La costruzione del libro propone dapprima una introduzione, in cui si discute (a proposito) del perché è difficile cambiare comportamenti acquisiti, quand’anche fossero dannosi. Seguono quattro strade. La prima tratta degli errori cognitivi riguardanti quel fenomeno mal capito che sono gli avvenimenti casuali. E il fatto che in campo ci siano anche veri e propri condizionamenti. Un tema importante, che permette ai familiari di rendersi conto che si tratta davvero di una malattia simile alle dipendenze. Fornisce anche utili informazioni sull’organizzazione del gioco d’azzardo in Italia.
Il secondo percorso tratta della difficoltà di gestire il denaro, un’altra delle problematiche dei giocatori, proponendo strumenti in parte utili, in parte necessari. Con accenni all’usura e alla mafia.
Il terzo percorso tratta delle relazioni familiari. Ma anche come gestire le proprie emozioni (vergogna, colpa), e dove però ci vuole anche un occhio attento alle differenze (i minorenni, per esempio).
Il quarto percorso tratta di tempo libero e di tempo di lavoro, ossia del fatto che specialmente in Italia è difficile non incontrare una slot machine nei vari bar. Bisogna sapere che cosa fare.
Sono quattro percorsi molto variati, con esempi, riflessioni, riferimenti per giocatori e per familiari, ben calibrati. Percorsi che poi in pratica si incastrano l’uno nell’altro.
Seguono alcuni capitoli specifici: sulle difficoltà dell’astinenza (la brama del gioco), su come gestire le ricadute, e su come porsi degli obiettivi raggiungibili.
La realtà è che, per molte persone, l’unico “gioco responsabile” è il non-gioco. Anche perché, a mio parere, ci sono mille cose al mondo più interessanti con cui occupare il tempo, che non una serie casuale di eventi, nella quale non esistono regole.
E leggete anche l’introduzione di Daniela Capitanucci, che offre riflessioni ben fondate, in un sano spirito critico.
Tazio Carlevaro